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Duane “Keffe D” Davis è stato condannato a 40 anni di carcere per l’omicidio di Tupac Shakur. La famiglia: “Finalmente giustizia dopo 30 anni, ma il nostro dolore rimane”

Anche tenendo conto del periodo di detenzione già scontato, non potrà ottenere la libertà condizionale prima di aver compiuto almeno 100 anni

di Redazione FqMagazine
Gli altri protagonisti della morte di Tupac Shakur e il nome di Puff Daddy - 4/4

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Le altre tre persone che si trovavano presumibilmente sulla Cadillac sono morte, tra cui il nipote di Davis, Orlando “Baby Lane” Anderson, indicato dallo stesso Davis come l’autore materiale degli spari. Al processo alcuni testimoni hanno riferito che Sean “Diddy” Combs, oggi detenuto, si serviva di membri dei South Side Compton Crips per la sicurezza della sua etichetta, la Bad Boy Records. Davis ha sostenuto, nel libro e in dichiarazioni pubbliche, che Combs gli avesse offerto denaro per uccidere Shakur e Knight. Combs, che sta scontando quattro anni di carcere dopo la condanna per reati legati alla prostituzione, ha sempre negato qualsiasi coinvolgimento.

Il procuratore distrettuale della contea di Clark, Steve Wolfson, ha spiegato che il suo ufficio non ha prove sufficienti per incriminare altre persone, ma che nuove accuse restano possibili se emergeranno informazioni. “Sebbene nessuna pena detentiva possa riportare in vita Tupac, speriamo che questa sentenza offra alla sua famiglia un certo grado di serenità”, ha affermato in una nota.

Il rapper Din “Lil Therapy” Malone, fan di Shakur, ha detto davanti al tribunale che la giustizia è stata fatta “solo a metà” e ha auspicato nuove incriminazioni. “Sono in lutto da oltre trent’anni”, ha aggiunto.

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