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Duane “Keffe D” Davis è stato condannato a 40 anni di carcere per l’omicidio di Tupac Shakur. La famiglia: “Finalmente giustizia dopo 30 anni, ma il nostro dolore rimane”

Anche tenendo conto del periodo di detenzione già scontato, non potrà ottenere la libertà condizionale prima di aver compiuto almeno 100 anni

di Redazione FqMagazine
La notte del 7 settembre 1996 e la morte di Tupac Shakur - 3/4

La notte del 7 settembre 1996 e la morte di Tupac Shakur - 3/4

Shakur era sul sedile del passeggero di una BMW nera insieme a Marion “Suge” Knight quando una Cadillac bianca si affiancò a un semaforo rosso. Partirono gli spari. Shakur fu colpito più volte e morì sei giorni dopo, mentre Knight sopravvisse. Nelle memorie Davis spiegò di aver cercato vendetta perché, poche ore prima, Shakur e il suo entourage avevano picchiato suo nipote. Disse di trovarsi sul sedile del passeggero della Cadillac e di aver passato l’arma al sedile posteriore, da dove furono esplosi i colpi.

Nel dibattimento, durato diverse settimane, l’accusa si è basata sulle dichiarazioni rilasciate da Davis a forze dell’ordine e autori di documentari. I pubblici ministeri hanno sostenuto che avesse orchestrato la sparatoria e fornito l’arma, nell’ambito della rivalità tra South Side Compton Crips e Mob Piru. La difesa ha sottolineato la mancanza di prove materiali a distanza di trent’anni e ha descritto Davis come un bugiardo in cerca di guadagno. Dopo nove giorni di udienze, la giuria ha deliberato per tre ore prima del verdetto di colpevolezza.

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