La notte del 7 settembre 1996 e la morte di Tupac Shakur - 3/4
Shakur era sul sedile del passeggero di una BMW nera insieme a Marion “Suge” Knight quando una Cadillac bianca si affiancò a un semaforo rosso. Partirono gli spari. Shakur fu colpito più volte e morì sei giorni dopo, mentre Knight sopravvisse. Nelle memorie Davis spiegò di aver cercato vendetta perché, poche ore prima, Shakur e il suo entourage avevano picchiato suo nipote. Disse di trovarsi sul sedile del passeggero della Cadillac e di aver passato l’arma al sedile posteriore, da dove furono esplosi i colpi.
Nel dibattimento, durato diverse settimane, l’accusa si è basata sulle dichiarazioni rilasciate da Davis a forze dell’ordine e autori di documentari. I pubblici ministeri hanno sostenuto che avesse orchestrato la sparatoria e fornito l’arma, nell’ambito della rivalità tra South Side Compton Crips e Mob Piru. La difesa ha sottolineato la mancanza di prove materiali a distanza di trent’anni e ha descritto Davis come un bugiardo in cerca di guadagno. Dopo nove giorni di udienze, la giuria ha deliberato per tre ore prima del verdetto di colpevolezza.