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Duane “Keffe D” Davis è stato condannato a 40 anni di carcere per l’omicidio di Tupac Shakur. La famiglia: “Finalmente giustizia dopo 30 anni, ma il nostro dolore rimane”

Anche tenendo conto del periodo di detenzione già scontato, non potrà ottenere la libertà condizionale prima di aver compiuto almeno 100 anni

di Redazione FqMagazine
Il dolore della famiglia di Tupac Shakur - 2/4

Il dolore della famiglia di Tupac Shakur - 2/4

La sorella del rapper, Sekyiwa “Set” Shakur, ha raccontato quanto sia stato difficile ascoltare ripetutamente Davis descrivere come avesse dato la caccia a suo fratello e lo avesse ucciso a soli 25 anni, all’apice della popolarità come musicista e attore. Lo ha ricordato come una persona gentile e premurosa, protettore della famiglia. Se fosse sopravvissuto, ha detto, avrebbe lasciato il rap per l’attivismo, sulle orme di Malcolm X e Martin Luther King Jr., e forse per la politica. “La vita di quest’uomo aveva valore”, ha affermato, mentre i familiari in aula piangevano. Il fratello Maurice “Mopreme” Shakur ha definito l’omicidio “devastante, straziante e doloroso” per lui, per la famiglia e per i fan.

L’omicidio, scaturito da una faida tra gang, è rimasto irrisolto per decenni finché Davis non ha iniziato a vantarsene in interviste e in un libro di memorie pubblicato nel 2019, da cui è partita l’incriminazione. Davis aveva parlato con gli investigatori anni prima, ma aveva evitato l’incriminazione grazie a un accordo con le forze dell’ordine.

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