Il dolore della famiglia di Tupac Shakur - 2/4
La sorella del rapper, Sekyiwa “Set” Shakur, ha raccontato quanto sia stato difficile ascoltare ripetutamente Davis descrivere come avesse dato la caccia a suo fratello e lo avesse ucciso a soli 25 anni, all’apice della popolarità come musicista e attore. Lo ha ricordato come una persona gentile e premurosa, protettore della famiglia. Se fosse sopravvissuto, ha detto, avrebbe lasciato il rap per l’attivismo, sulle orme di Malcolm X e Martin Luther King Jr., e forse per la politica. “La vita di quest’uomo aveva valore”, ha affermato, mentre i familiari in aula piangevano. Il fratello Maurice “Mopreme” Shakur ha definito l’omicidio “devastante, straziante e doloroso” per lui, per la famiglia e per i fan.
L’omicidio, scaturito da una faida tra gang, è rimasto irrisolto per decenni finché Davis non ha iniziato a vantarsene in interviste e in un libro di memorie pubblicato nel 2019, da cui è partita l’incriminazione. Davis aveva parlato con gli investigatori anni prima, ma aveva evitato l’incriminazione grazie a un accordo con le forze dell’ordine.