I filmati, l'identikit e il monitoraggio del dark web - 3/3
Questa settimana potrebbe rivelarsi decisiva per stringere il cerchio attorno agli autori, che secondo chi indaga abitano in zona e conoscono perfettamente il dedalo di strade del quartiere. La Scientifica e i carabinieri del Ris stanno passando al setaccio centinaia di fotogrammi estrapolati dalle telecamere di sicurezza. Il lavoro è complesso perché il numero di targa risulta illeggibile, verosimilmente occultato in modo deliberato con un elastico nero. Tuttavia, gli elementi in mano alle forze dell’ordine iniziano a comporre un mosaico chiaro. Una testimone oculare ha fornito una sommaria descrizione di uno degli occupanti, tracciando l’identikit di un giovane dalla corporatura esile e con i capelli biondi tagliati a spazzola. A questo si aggiunge un reperto fisico fondamentale, sfuggito agli aggressori durante il raid sul ponte Testaccio: un cappello caduto sull’asfalto e ora al vaglio dei laboratori per l’estrazione del DNA.
Parallelamente alle indagini sul territorio, prosegue un fitto monitoraggio informatico. Gli specialisti stanno scandagliando i social network, le chat di Telegram e le piattaforme del dark web per verificare se le incursioni notturne siano state filmate con uno smartphone. L’obiettivo è accertare o smentire definitivamente l’inquietante sospetto che l’escalation di violenza sia nata per alimentare una “sfida social”.