Sophie Marceau: “Ero una bambina, e non potevo 'galoppare' a quella velocità” - 3/3
Poi una curiosità sulla tutela della vita privata: “All’inizio, nel cinema, gli attori assumevano tutti uno pseudonimo per separare la vita privata da quella lavorativa. Oggi questa distinzione non è più così frequente e la linea di demarcazione è molto sottile. Io, invece, ho sentito la necessità di proteggere la mia vita privata: ero troppo piccola, ero una bambina, e non potevo “galoppare” a quella velocità. Passare da una casa all’altra, da un nome all’altro, non è male, purché siano due e non di più”