Kid Yugi: “Certa gente dovrebbe andarsene a fan***o” - 2/4
“SXSIC” (che si legge “Succhiateci per sempre il ca**o)” è stato uno dei momenti più politicamente scorretti. Il brano, che è un omaggio a S.A.I.C (“Succhiateci ancora il ca**o) di Bassi Maestro, Fabri Fibra e Dj Yaner, non le manda a dire. “Gli anni passano, ma in questa nazione non cambia mai un ca**o”, rappa Kid Yugi, esordendo. E poi: “Certa gente dovrebbe andarsene a fan***o. (…) Questo pop un po’ rappato per Sanremo non funziona mai, nemmeno in sottofondo mentre te lo meno. Se per sbaglio parte Amici mentre ceno, metto nella Coca Zero almeno un litro di veleno. (…) Potete andarvene a morire per quanto mi riguarda, mi sono liberato il 25 aprile. (…) Sai che c’è? Se finisco le barre, mi vesto da donna, mi metto la gonna, i tacchi a spillo e la borsa. Come ogni mio collega che ormai non funziona, che se non fai il personaggio, cambia la sua persona. Putt**e, io col ca**o che cambio”.
Con “Push It”, è entrata la prima ospite, Anna, “la regina del rap italiano”, a detta di Yugi. Il passaggio di testimone è stato poi affidato all’incappucciato Artie 5ive. La lunga scaletta di 35 tracce è stata ben bilanciata e, in “Lilith”, il rapper ha raccontato di un legame tormentato, tossico. “Tu sei la mia Lilith, non vuoi manco più sentirmi. (…) Mi blocchi dappertutto, ci sentiamo per e-mail. Vorrei essere famoso per intasarti l’homepage”. La parte centrale del concerto ha visto come protagonista il suo disco d’esordio, “The Globe”. Titolo che ricorda il teatro dove aveva recitato la compagnia di Shakespeare. La discografia di Kid Yugi, infatti, è piena zeppa di citazioni a storia, letteratura e cinema, poi inseriti sapientemente nei brani. Uno dei punti di riferimento culturali del rapper è Dostoevskij. Ma si passa anche alle arti visive con Chuck Norris e Tsukamoto.
Con l’outro de “Il Filmografo”, “Disegnami un sorriso, tatuami le lacrime, le emozioni che mi muovono io non le ho mai provate” c’è stata una standing ovation del pubblico, denominato da Kid Yugi con l’appellativo pugliese “uagnù” (“ragazzi”). “Il Ferro di Čechov” è stata “scritta a 20 anni con un dolore straziante. C’era tutta la mia vita in quella canzone e sono sicuro che molti di voi l’hanno sentita propria”, ha aggiunto il rapper, che ha poi ospitato sul palco Nerissima Serpe, Papa V e Rrari dal Tacco. Con quest’ultimo, rapper barese, ha duettato in dialetto il finale di “Chuck Norris”. “Volevo sottolineare che abbiamo fatto un pezzo coi nostri dialetti col Forum pieno – ha detto Yugi -. Penso sia la prima volta nella storia in cui succede una roba del genere. Questo è già un traguardo stratosferico per me, sono felicissimo per quello che abbiamo creato: per tutto il tour sold out, soprattutto perché non è scontato quando fai questo tipo di musica”, salvo poi rappare con “Il Signore delle Mosche”.