Un premio inesistente e l'approdo in tribunale - 3/3
Il piano per aggirare la fortuna è naufragato non solo a causa del grossolano rattoppo, ma anche per un madornale errore di calcolo alla base dell’intera operazione. Secondo quanto emerso dalla denuncia, infatti, l’importo astronomico reclamato dal cinquantenne non rientra nemmeno tra le quote di vincita previste dal regolamento ufficiale de “Il Miliardario Maxi”.
La truffa, sventata grazie all’efficacia dei controlli preliminari, si è spostata ora nelle aule di tribunale. La Procura di Roma accusa l’uomo di aver compiuto atti diretti a ottenere un ingiusto profitto, non riuscendo a portare a termine il piano truffaldino esclusivamente per cause indipendenti dalla sua volontà. Il processo è già entrato nel vivo: durante l’ultima udienza, davanti al pubblico ministero Mario Pesci, sono stati ascoltati i primi testimoni. Presente anche l’avvocato Anna Russo, che rappresenta come parte civile Lotterie Nazionali srl, concessionario dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.