Doveva essere una cerimonia dal protocollo rigido, è diventata un concerto senza chitarre. Vasco Rossi ha ricevuto, oggi 7 ottobre, il dottorato honoris causa in Politica e Comunicazione dall’Università degli Studi di Salerno, e l’aula magna del rettorato si è trasformata in una specie di palazzetto dello sport: applausi, cori, occhi lucidi tra il pubblico.
La battuta è arrivata subito dopo la consegna dell’attestato. “Ora ho i voti…”, ha ironizzato il rocker di Zocca, prima di togliersi il cappellino nero e calarlo in testa al Rettore, tra le risate e l’ovazione della sala.
“Ho scritto canzoni e dopo quasi 50 anni ho scoperto che posso diventare anche una tesi di laurea, che meraviglia”. È uno dei passaggi della lectio magistralis di Vasco Rossi che poi ha aggiunto che “ogni parola costruisce un clima. Può alimentare cinismo o fiducia, odio o confronto, rassegnazione o voglia di reagire. Anche il silenzio comunica”. Poi ha confessato ironico: “quando non c’è la musica sotto, sono un pò imbarazzato…”.
Un altro passaggio era dedicato alla politica che “non è soltanto quella dei palazzi, delle elezioni e dei programmi. È anche il modo in cui una società decide chi ascoltare, chi proteggere e chi lasciare ai margini“.
L’attesa era già altissima da prima della cerimonia. Studenti e ammiratori del Blasco, assiepati nell’aula magna, hanno intonato i suoi brani in attesa dell’ingresso del cantautore. Quando Vasco è entrato, cappello nero portato alla rovescia, ha risposto con sorrisi e braccia alzate al tributo dei presenti, mentre il cerimoniale accademico faticava a contenere l’entusiasmo.
All’esterno la festa è andata avanti sulla piazza del rettorato, dove circa 1500 studenti hanno seguito la cerimonia su un maxischermo allestito per l’occasione.