Mina canta Ivano Fossati, Jimmy Fontana e i Beatles divertendosi - 3/7
“Settembre, di Fossati, era stata inserita come bonus track nel disco Mina Fossati, – ha spiegato Pani – ma solo in un box rimasto in commercio per un periodo brevissimo e poi ritirato. Per questo è di fatto diventato un brano di “eccedenze”: non l’avresti più trovato in discografia. È talmente bello che Mina ha ritenuto di doverlo rimettere su una pubblicazione che resti. E lei ama moltissimo Fossati. Secondo me è uno dei pezzi più belli scritti da Fossati nell’ultima parte della sua produzione, prima che decidesse purtroppo di non scrivere più. È una canzone d’amore: due persone che si incontrano, si ricordano e da quel momento non si vedranno più. Questa è una grande canzone, ed è giusto che rientri in un disco di Mina per essere riportata all’attenzione come merita”.
Poi ha aggiunto: “Il pezzo di Jimmy Fontana fa parte delle cose che lei si segna e poi dice “questo lo rifaccio”. È uno dei tanti brani non suoi che nella storia sono in qualche modo diventati suoi. ‘La voce del silenzio’ non era sua, eppure tutti dicono “è un pezzo di Mina”, mentre in verità è una cover che tutti conoscono solo nella versione di Mina. Me lo ha raccontato anche Britti: il papà di una sua fidanzata gli disse che gli piaceva molto un brano che lui aveva portato a Sanremo, convinto che fosse di Mina. Lei, senza volerlo, a volte si impossessa di pezzi arrivati prima”.
“Il brano dei Beatles è uno di quelli fatti all’epoca di Mina canta i Beatles. – ha spiegato Pani – Rimase fuori da quell’album perché in quel momento era troppo pazzo, ma in Dilettevoli inedite eccedenze ci sta benissimo: infatti chiude il disco con la sua follia. È un pezzo fatto in mille versioni, ma credo che nessuno l’abbia mai fatto così, in chiave flamenco”.
“Poi c’è un pezzo di Henri Salvador, musicista francese venuto in Italia a lavorare nella Rai di Falqui, – ha continuato – che faceva il comico cantante. Ha scritto due pezzi particolarmente belli, e questo è uno dei due. Sembrano delle romanze, scritte in anni in cui si passava dal melodramma all’opera, alla canzone napoletana, ai folklori e poi alla canzone italiana. Sembra un’aria d’opera e ha il suo fascino. Questo è il continuo piacere, la curiosità e la cultura musicale di Mina: andare a sentire cose, sceglierle e poi proporle”.
Una chicca: “Carrettieri è un brano della tradizione siciliana che secondo me è stupendo. Personalmente non lo conoscevo, ma fa parte del lavoro che lei vuole fare nei dischi: darti un pezzo di grande presa, come quello di Jimmy Fontana, un pezzo delizioso di quel pop elegante che si faceva una volta, e poi cose della tradizione che vengono da lontanissimo”.
Di Pino Daniele ci sono più brani: “Uno è Yes I Know My Way, in versione acustica ed elettroacustica. Un altro è un pezzo fatto a ballad jazz, rallentato, che fa capire la differenza tra un cantante e un’interprete: lei non usa la voce per un’esibizione di tecnica o di potenza, ma per comunicare emozioni. Il brano più recente è Vento di passione: Mina ha voluto incidere questo pezzo a marzo proprio perché secondo lei mancava in questo progetto”.