Il metodo di lavoro di Mina: "Quindici pezzi in studio e il resto nel cassetto" - 2/7
E ancora: “Mina non incide mai dieci pezzi: ne incide magari quindici, poi nel disco ne vanno dieci, perché ha una sua idea di armonia, di cosa deve stare insieme. Gli altri non sono meno belli, sono solo meno adatti a quel progetto, e finiscono nel famoso cassetto. In tutti i periodi sono rimaste fuori delle canzoni, proprio per il suo modo di lavorare”.
“Riascoltando tutto questo materiale ci siamo detti che c’era della roba veramente bella. – ha continuato Pani – Dilettevoli inedite eccedenze è il primo capitolo fatto solo di cose rimaste in un cassetto e mai pubblicate. I primi due dischi della collana contenevano invece, per esempio, un pezzo fatto per la pubblicità o un lato B di un 45 giri mai finito su un album, cioè collezionismo puro. Qui sono tutte cover, ma inedite. Alcuni dischi della collana saranno più da collezionista, da fan. Questo, se avrete occasione di sentirlo tutto, è un disco che cammina con le sue gambe, più fruibile per tutti. È molto eterogeneo, perché è fatto in momenti ed epoche diverse. Il filo rosso è lei: la sua interpretazione e la sua scelta dei pezzi. Lo definirei un ‘erbario’ musicale, in cui ogni foglia ha il suo perché artistico. Ci suonano i jazzisti che accompagnano Mina da sempre, come Danilo Rea e tanti altri”.