La solitudine algoritmica di un trentenne - 3/3
Il romanzo, stampato in cinquemila copie per il suo debutto a settembre, è lo specchio di questa alienazione contemporanea. Il libro fotografa la serata di un trentenne barricato tra le mura di casa con il gatto Apollinaire, in un isolamento tecnologico permeato da dati, algoritmi e dal ricordo costante dell’ex fidanzata Francesca, assente da 603 giorni. Un monologo interiore ambientato in una Torino livida, che ha convinto Einaudi per la sua capacità di analisi spietata. “Benevolenza”, è ciò che l’autore chiede ora ai lettori. “Nel libro spiamo un uomo dentro la sua testa, una partita voyeuristica un po’ iniqua, perché la testa è il luogo privato per eccellenza. Lì dentro il personaggio è profondo almeno quanto è superficiale, come tutti noi. La domanda, allora, è questa: e se qualcuno leggesse nella tua? Abbine cura”.