Ghali: "L'Italia è il Paese che amo di più. È qui che voglio restare" - 2/2
Sul rapporto con l’Italia Ghali ha le idee chiare: “Preferirei essere riconosciuto all’estero come artista italiano. Mi capita spesso di incontrare creativi internazionali che mi dicono che dovrei registrare canzoni in inglese, ma ciò che conta per me è fare qualcosa di significativo qui. Forse, in qualche modo, mi sento limitato, ma è un tipo di limite bellissimo. Questo è il Paese che amo di più. È qui che voglio restare. Sono queste le persone per cui voglio fare musica. L’Italia ha così tanta bellezza che raramente celebriamo”.
E sulla Tunisia: “È da anni che non torno. Probabilmente è legato al mio rapporto con mio padre. Non so davvero perché. Probabilmente dovrei scavare più a fondo, ma ho sempre avuto un po’ paura di tornare. Ho persino paura di avere successo lì! So che la gente mi aspetta da anni, so che potrei riempire l’Anfiteatro di Cartagine da un giorno all’altro, ma continuo a rimandare. C’è qualcosa che mi spaventa e, allo stesso tempo, qualcosa che continua a richiamarmi”.