"Cairo mi ha sempre dato massima libertà. Non mi ha mai detto cosa dovessi fare o non fare" - 2/2
Avevano fatto discutere le dichiarazioni pronunciate dal direttore del notiziario della settima rete al Festival della Tv di Dogliani: “La7 è diventata la tv anti-Meloni, è evidente a tutti. È la nuova RaiTre, ha un’identità forte”. Cairo, sempre al Festival della Tv, aveva dichiarato di aver “addolcito” La7, di averci trovato Santoro e Lerner e di averci messo Augias e Cazzullo: “Cairo mi ha sempre dato massima libertà. Non mi ha mai detto cosa dovessi fare o non fare. In 16 anni l’ho visto una volta sola nei miei studi, cioè quando è morto Silvio Berlusconi, per portare la sua testimonianza”. Tuttavia, secondo Mentana, “non c’è dubbio che la situazione di adesso sia la più marcata, parlo sapendo che questo ha portato vantaggi agli ascolti. Chi guida La7 è stato bravissimo. È stato bravissimo Cairo, ed è stato bravissimo Andrea Salerno. Ciò che si vede, però, è che tutti i programmi serali hanno la stessa impostazione, gli stessi ospiti, lo stesso orientamento. È evidente a tutti, con questo intendo tv anti-Meloni“.
“Nell’ultimo anno solare Schlein sarà stata invitata cento volte, Crosetto due. Per farvi capire. (…) È vero che quando è arrivato lui c’erano Lerner e Santoro, ma io ricordo che c’erano anche Facci, Porro. E lui stesso portò Paragone e Sottile. Però la selezione della specie del conduttore de La7, per ragioni editoriali per precise, ha portato la Rete ad essere la nuova RaiTre”, aveva concluso il giornalista.
Lo scorso agosto era poi tornato sul tema: “Ci sono due possibilità: o su La7 ci si apre alla possibilità di fare qualcosa che possa essere vista da tutti, o penso che potrò fare altro nella vita, essendo ancora giovane”. Urbano Cairo a metà settembre sul tema rinnovo si era così espresso: “È con me da 13 anni e l’ho rinnovato più volte. La mia stima per lui è intatta. Abbiamo davanti tre mesi e mezzo. Ne ho già parlato mille volte”. Il rebus, dunque, non ha ancora trovato soluzione.