"La signora Campbell non era coinvolta e non era a conoscenza di tale condotta" - 3/3
L’inchiesta aveva inoltre accertato pagamenti non autorizzati per oltre 290mila sterline a favore di Hellmich, indicati come compensi per attività di consulenza. Nella sentenza il tribunale ha affermato che Hellmich avrebbe ingannato Campbell, utilizzato documenti falsificati e un falso indirizzo email riconducibile alla modella, oltre ad aver ingannato consulenti professionali e la stessa Charity Commission.
“La signora Campbell non era coinvolta e non era a conoscenza di tale condotta”, hanno ribadito i giudici, aggiungendo che la modella non aveva ‘ragionevoli motivi’ per sospettare della disonestà di Hellmich prima dell’emergere delle contestazioni da parte delle autorità. Secondo il tribunale, quando sono emerse le prime preoccupazioni sulla gestione della charity, Campbell ha inoltre adottato misure considerate ragionevoli.
La Charity Commission si era opposta al ricorso e aveva chiesto di mantenere il divieto di cinque anni. Il tribunale ha invece accolto la contestazione di Campbell, stabilendo che le irregolarità più gravi derivavano dalla condotta di Hellmich e che erano state nascoste alla modella. I legali di Hellmich hanno scritto al tribunale per respingere le accuse nei suoi confronti. L’avvocata, tuttavia, non è stata chiamata a testimoniare e non ha partecipato direttamente al procedimento.