Il menù stellato e i commensali sui tavoli - 2/4
Il dress code della serata ha visto gli animali presentarsi con cravattini neri, maglie a righe marinière, baschi e berretti da unicorno. Appena le cloche sono state sollevate, l’etichetta è saltata: gli animali si sono avventati sui piatti. Mentre il riso basmati è andato a ruba, le carote in gelatina hanno riscosso meno successo, spingendo alcuni esemplari a finire le porzioni dei vicini. I cani di taglia più piccola non hanno esitato a salire direttamente sui tavoli per consumare il pasto.
“È un trito di pollame con un riso basmati e un’aromatizzazione adatta a loro”, ha descritto così il piatto il 67enne Thierry Marx, chef pluristellato e pioniere della gastronomia molecolare, il cui mandato come presidente dell’Umih (Unione dei mestieri e delle industrie dell’ospitalità) scadrà a ottobre. “Quando lavoravo negli alberghi di lusso, preparavamo ciotole per cani di lusso. Quindi perché non farlo per tutti i cani?”, ha spiegato il cuoco, ribadendo che “le ricette per cani e gatti vanno preparate con gli stessi criteri che si usano per gli umani, loro non sono più stupidi degli altri”.