La sentenza di primo grado del tribunale di Vicenza sulla morte di Michele Merlo - 2/2
Al termine del primo grado di giudizio, il tribunale di Vicenza aveva rigettato la richiesta di risarcimento chiesta dai familiari di Michele Merlo perché secondo il parere del consulente tecnico d’ufficio (CTU) anche se Pantaleo Vitaliano, il medico curante di Merlo, avesse effettuato corretamente la sua diagnosi le percentuali di sopravvivenza per il cantente non sarebbero state superiori al 15%.
Secondo quindi la perizia del consulente tecnico non sarebbe potuto essere un emocromo, seppur fatto tempestivamente, a salvare la vita a Merlo. Il padre, invece, richiamandosi a quanto disse un ematologo nei giorni in cui accadde la vicenda sostiene che “Michele sarebbe potuto uscire dalla malattia in tre mesi, iniziando le cure lo stesso giorno o il giorno dopo che il medico lo aveva visto”.