Albert Adrià: "La cucina molecolare? Mi fa sorridere" - 2/3
Non manca l’ironia quando si parla delle etichette che ancora gli affibbiano, soprattutto in America Latina, dove qualcuno lo descrive ancora come un cuoco di “cucina molecolare” — un’etichetta che lo chef liquida con una risata, segno di quanto quella stagione sia ormai alle spalle.
Da conoscitore e amante della cucina italiana, Adrià non risparmia una critica: racconta di aver subito in passato intransigenza e incomprensione da parte dei tradizionalisti, critici e cuochi, nei confronti di chi provava a innovare. Una rigidità che lo chef spiega con il peso enorme che la tradizione ha nella cultura gastronomica italiana. Ma per lui la tradizione non è un punto d’arrivo intoccabile: è solo il punto di partenza da cui muoversi.