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Un graffio “di niente” da un cane randagio in spiaggia: quattro mesi dopo Yvonne Ford è morta. La diagnosi arriva solo grazie a uno psichiatra

Negli ultimi giorni di vita, secondo quanto emerso in aula, Ford rifiutava di bere nonostante i disperati tentativi della famiglia e del personale di idratarla, un segno che l'inchiesta ha attribuito all'idrofobia, sintomo tipico dei casi di rabbia

di Redazione FqMagazine
Il caso spinge a rivedere le procedure sanitarie - 5/5

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La giuria dell’inchiesta ha concluso che la rarità della malattia e la sua presentazione insolita hanno reso difficile la diagnosi, pur senza incidere sull’esito finale. Ma il coroner Marilyn Whittle non si è fermata qui: ha annunciato l’intenzione di scrivere al governo per sollecitare una revisione dell’attuale periodo di notifica di 21 giorni relativo alla raccolta della storia clinica e di viaggio dei pazienti proprio per evitare che un dettaglio cruciale come un contatto con un animale all’estero possa sfuggire ai medici per mesi.

Secondo i dati citati dalla stampa britannica, Ford è stata la settima vittima di rabbia nel Regno Unito dal 2000, con tutti i casi precedenti contratti anch’essi all’estero. Le autorità sanitarie britanniche hanno comunque precisato che non vi è alcun rischio di contagio per la popolazione nel Regno Unito.

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