La svolta (tardiva): un dettaglio rivelatore - 3/5
A cambiare le sorti della diagnosi, ma non quelle della paziente, fu l’intervento dello psichiatra Alexander Burns, chiamato inizialmente per un sospetto ben diverso. Burns sospettava inizialmente una malattia di Lyme e aveva appreso che la donna si era recata di recente in Florida, senza però essere stata morsa lì. È stato il marito di Yvonne a fornire l’informazione decisiva: rivelò che il 10 febbraio 2025 la moglie era stata morsa da un cane randagio su una spiaggia in Marocco, durante la vacanza, e che il morso aveva perforato la pelle — un dettaglio di cui il personale del reparto non era a conoscenza.
A quel punto Burns iniziò a sospettare la rabbia. Non avendo mai visto un caso in vita sua, dovette documentarsi sulla malattia, e comprese che tutti i sintomi di Yvonne erano compatibili con quella diagnosi. La donna venne dunque trasferita nel reparto di malattie infettive dell’ospedale di Sheffield l’11 giugno, solo dopo che i medici del Barnsley Hospital erano venuti a conoscenza del graffio subito dal cane, lo stesso giorno in cui è morta.
Negli ultimi giorni di vita, secondo quanto emerso in aula, Ford rifiutava di bere nonostante i disperati tentativi della famiglia e del personale di idratarla, un segno che l’inchiesta ha attribuito all’idrofobia, sintomo tipico dei casi di rabbia.