Il flauto - 5/6
Intanto, il reparto Ris dei Carabinieri sta effettuando nuove analisi scientifiche sul flauto che Fassoni Accetti fece ritrovare al giornalista Fiore de Rienzo nel 2013 in un capannone dismesso sulla Pontina. Il fotografo romano disse che quello era il flauto di Emanuela Orlandi, nell’intento di dimostrare il suo ruolo nel rapimento della cittadina vaticana. All’epoca non vennero trovati riscontri di ciò. “L’unica risposta definitiva può arrivare solo dal Dna”, ha dichiarato il fratello di Emanuela, Pietro Orlandi. “Se troveranno tracce genetiche di mia sorella avremo una certezza, altrimenti il dubbio resterà eterno. Tutto il resto — la marca, il modello, l’astuccio — corrisponde perfettamente. Bisognerà capire se Accetti abbia fatto parte della manovalanza che ha materialmente prelevato Emanuela per conto di terzi, o se invece fosse semplicemente a conoscenza di chi la prese, riuscendo soltanto in un secondo momento a entrare in possesso dello strumento” (fonte: Il Mattino”). Pietro Orlandi ha solo una “certezza assoluta” sul ruolo di Accetti nella vicenda di sua sorella. “È la cassetta del 17 luglio 1983, la cosiddetta “cassetta delle sevizie”: sul lato B c’è una voce maschile che ribadisce le consuete richieste legate ad Ali Ağca, attentatore di Giovanni Paolo II. Gli analisti sono certi al cento per cento che quella sia la voce di Accetti”.