La telefonata - 3/6
La telefonata per cui Gabriella Boggiani è stata tirata in ballo in questa oscura vicenda risale all’autunno del 1983. Per sua stessa ammissione, la donna sollevò la cornetta di una cabina telefonica nel quartiere Africano a Roma e recitò queste parole che le furono indicate da Accetti: “Sappiamo dov’è Emanuela Orlandi”. La chiamata era indirizzata a un numero da lui composto, sembrerebbe la sala stampa del Vaticano. A confermare questo episodio è stata proprio la Boggiani, ieri. “Un giorno Accetti mi disse dai, dai fai questo scherzo fai questa telefonata, io la feci, eravamo in una cabina telefonica nel quartiere Africano, ma senza pensare a niente di strano, io non sapevo neanche che fosse questo nome, questa Orlandi, non era ancora successo niente. Lui mi disse: dì che noi sappiamo dove sta Emanuela Orlandi e basta, finito”. Della Boggiani si era detto in passato, in alcune ricostruzioni investigative, che avesse anche prestato la sua voce per la lettura di alcuni comunicati. In questi messaggi registrati e inviati a testate giornalistiche anche estere, si chiedeva lo scambio della cittadina vaticana con il terrorista turco Alì Agca. Ma ieri la donna ha smentito che quella voce fosse la sua. Ha dichiarato la Boggiani davanti alla commissione: “Confermo di aver fatto una telefonata, non di aver letto un comunicato”.