Sheeran si difende dalle accuse e si commuove - 3/3
Nel frattempo, anche Sheeran non è rimasto in silenzio. Durante un concerto a Philadelphia si è scusato, con un filo di commozione, per gli errori commessi e ha sollevato il problema dei limiti imposti dai venue a ciò che gli artisti possono dire sul palco, ribadendo comunque di essersi già espresso pubblicamente sulla crisi umanitaria a Gaza.
Geldof e Sheeran, va detto, non sono nuovi a piccoli scontri a distanza. Basti ricordare il caso Band Aid 40: quando Ed Sheeran fece sapere di non voler essere associato al nuovo remix del celebre singolo natalizio, giudicandolo ormai portatore di una narrazione superata sull’Africa, Geldof rispose difendendo a spada tratta l’eredità benefica del brano.
Stavolta, però, il tono è diverso: nessuna polemica diretta, solo un vecchio leone del rock che prova a tracciare una linea sottile tra libertà artistica, coerenza morale e realtà del business dei grandi stadi. Una linea che, a giudicare dalle reazioni social, in pochi sembrano disposti ad accettare senza fare il tifo per una delle due parti.