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“Ho mangiato due teste d’aglio intere, la gente non può capire quanto buono sia. Poi mi sono fatto annusare e ho scoperto che la puzza dura per 60 ore, resiste a tutto tranne che al mio ‘antidoto'”: la storia di Lucia Scainelli

Due teste d'aglio e una tabella olfattiva: nascono i "Vampiri Italiani", la prima associazione di degustatori

di Redazione FqMagazine
Gli abbinamenti con il vino e la

Gli abbinamenti con il vino e la "Marinara dei Vampiri" - 4/4

Il lavoro di Scainelli e dei suoi soci si sta estendendo al pairing. L’obiettivo attuale è individuare etichette in grado di reggere l’impatto dell’aglio, compreso quello crudo, sfruttando le durezze del bulbo per valorizzare bottiglie complesse. “Stiamo cercando di studiare anche il vino che resiste all’aglio“, ha dichiarato il presidente a Gambero Rosso. “La cosa bella è che l’aglio si abbina bene ai vini che sono difficili da vendere o abbinare. Per esempio io ho provato l’aglio nero con la Vernaccia di Oristano, ci sta perfettamente, hanno lo stesso bouquet”.

Tra i progetti futuri figura il format “Vampiri a tavola”, con menù tematici ideati insieme agli chef dall’antipasto al dolce. Sul fronte pratico, il primo banco di prova pubblico si terrà il mese prossimo a Napoli, presso la pizzeria Donna Sofia. L’evento, intitolato “Marinara”, prevede la creazione della prima pizza “marinara dei vampiri italiani”: verranno testate tre diverse tipologie di aglio sulla stessa base per stabilire la resa tecnica e gustativa ottimale.

Un approccio metodico che punta a scardinare i pregiudizi culinari legati all’ingrediente: “L’aglio è un prodotto talmente umile che mi piace così tanto, è sempre al servizio, deve andare ad accompagnare”, ha concluso Scainelli. “E soprattutto chi utilizza l’aglio non deve fartelo sentire per dire ‘è cucinato bene, non si sente’. Dobbiamo sdoganare questa cosa e con Vampiri Italiani stiamo provando a fare questo”.

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