La vita di Hayden Panettiere segnata da fragilità e traumi - 3/3
Diventata celebre grazie alle serie “Heroes” e “Nashville”, nella sua autobiografia “This Is Me”, uscita a maggio, Panettiere aveva raccontato le cicatrici lasciate dal successo precoce, la dipendenza dall’alcol e la depressione post-partum vissuta dopo la nascita della figlia Kaya, avuta nel 2014 dal pugile ucraino Wladimir Klitschko. Aveva parlato anche delle difficoltà familiari, tra cui la separazione dei genitori e la morte del fratello minore Jansen, anch’egli attore, scomparso nel 2023 a 28 anni per un problema cardiaco.
Nel libro l’attrice aveva inoltre raccontato la lunga relazione con Hickerson e le accuse di violenza fisica subite da parte sua: l’uomo era stato incriminato nel 2020 per più capi d’accusa di abuso, dichiarandosi poi “no contest” a due capi d’imputazione e scontando un breve periodo di detenzione, oltre a quattro anni di libertà vigilata con obbligo di percorsi di gestione della rabbia e incontri degli Alcolisti Anonimi.
Già nel 2015 Panettiere aveva parlato pubblicamente del suo rapporto con alcol e droghe come tentativo di gestire ansia e depressione, ricordando di essersi ricoverata volontariamente in un centro di cura durante le riprese di “Nashville” perché, disse, si sentiva “annegare”.