L'omaggio a Milano di Anna Wintour e il rapporto con il cambiamento - 2/6
Il 22 settembre la Galleria Vittorio Emanuele II si trasformerà in un palcoscenico per un’esperienza all’incrocio tra moda, cultura e performance. “Tutti conoscono la Galleria. Un simbolo di Milano: per la moda, per i turisti, per chiunque. Siamo molto grati al sindaco per averci permesso di portare Vogue World qui”, ha spiegato Wintour. “Vogue World: Milano è stato ideato come un omaggio alla moda e alla creatività italiane”. L’evento, nato a New York dopo il Covid come supporto al settore, continua a evolversi mantenendo una stretta connessione con il tessuto urbano ospitante. “Da allora è cresciuto ogni anno. Ed è meraviglioso essere qui, lavorare con squadre straordinarie, guidate da Francesca Ragazzi”, ha precisato Wintour. “Ci sarà l’energia della strada. Milano è una città in continua trasformazione, che non ha paura del cambiamento ma che allo stesso tempo ha un approccio molto concreto alle cose, anche alla sperimentazione”. Una scelta di location mirata, coerente con le precedenti edizioni a Manhattan, Londra, Parigi e Los Angeles: “Cerchiamo sempre il luogo, l’ambiente, lo spazio che abbia più senso. E qui siamo molto fortunati ad avere il sostegno della Scala”.
Quindi, interrogata sul futuro del giornalismo, risponde: “Ripenso a quando ho cominciato. Sono figlia di un direttore di giornale, so bene com’era. Bisogna continuare a proteggere ciò che si è e ciò che si rappresenta. Non abbiamo mai avuto un pubblico così vasto”.