La stratificazione culturale: miti, raccolti e transizioni - 4/4
Sul piano storico, antropologico e culturale, il transito verso il semestre più buio e freddo dell’anno ha generato un’ampia stratificazione di miti legati al ciclo agricolo e al passaggio tra mondi o stati della materia. Nella mitologia greca, il cambio di stagione è codificato attraverso la figura di Persefone, dea del raccolto. Il suo rapimento da parte di Ade e il conseguente obbligo di trascorrere metà dell’anno negli Inferi scatenavano il dolore della madre Demetra, che privava la terra dei suoi frutti facendola sprofondare nel letargo invernale fino al ritorno della figlia in primavera.
Nel mondo romano e mediterraneo, la tutela dei frutti autunnali era affidata a Pomona, dea dei giardini e dei frutteti, mentre tradizioni più recenti legate al neopaganesimo identificano questo snodo temporale con Mabon, la festività dedicata al ringraziamento per il secondo e ultimo raccolto agricolo dell’anno.
In Giappone, l’equinozio coincide con l'”Higan“, una ricorrenza buddista il cui nome significa “altra riva” (del fiume). La festività, celebrata due volte l’anno in concomitanza con gli equinozi, simboleggia il passaggio dall’ignoranza e dai legami terreni all’illuminazione. In questa specifica finestra temporale, concepita come un momento di transizione spirituale, le famiglie si recano alle tombe degli antenati per deporre offerte e fiori, onorando il legame tra le generazioni nel giorno di perfetto equilibrio astronomico.