Le violenze in famiglia - 3/3
Quando è morto, Felice era andato via di casa da soli due mesi, sfuggendo a una situazione familiare molto complessa a causa di un padre violento: “Ci legava al palo, 6-7 ore uno al melo e uno al pero” racconta lo scrittore a Silvia Toffanin. “Infieriva su di noi per le sue impurità, per i suoi fallimenti, poi complice l’alcol…”. E ancora: “Papà mi ha anche accoltellato, vede le dita qui? Eravamo in una rissa, ha preso questo coltello, stava tagliando del salame, mi ha tagliato le punte delle dita”. Malgrado oggi sia un volto noto del piccolo schermo e uno scrittore apprezzato, Corona sa che dovrà sempre convivere con le ferite che si porta dentro: “Oggi la vita mi ha anche premiato, ma nemmeno vincessi il Nobel riuscirei a riempire questa voragine di dolore che mi accompagnerà fino alla morte”, conclude.