Mauro Corona ricorda il fratello Felice - 2/3
Nel salotto di Canale 5 Corona riavvolge il nastro e torna agli anni dell’infanzia e della adolescenza, segnati dalla morte, a soli 16 anni, del fratello Felice, proprio come il titolo del suo nuovo libro. Una scelta, quella di intitolargli l’ultima fatica letteraria, che motiva così: “Io non mi piaccio, non mi sono mai piaciuto perché nel mio inconscio sono anche un’altra persona, sono geloso, possessivo, violento verbalmente, sono un traditore, invidioso. Non sopportandomi più e avendo una certa età ho voluto rivelare chi sono per non morire frainteso. Ovviamente non potevo farlo di persona altrimenti sembrava una cosa di vanità e allora ho fatto parlare questo mio fratello”. Inevitabile ricordare la morte di Felice, che Mauro Corona definisce “non conosciuta, archiviata”. Il ragazzino sarebbe morto dopo una rissa: “C’erano una decina di ragazzi, è stato colpito forse da una bottiglia, è caduto in piscina, gli altri sono scappati, e lui è annegato. Almeno io penso così, nessuno è venuto a dirci cosa è successo”.