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Ultimo aggiornamento: 19:18

Crosetto: “Riarmo? Non uso quel termine, è il sacro dovere della difesa. Chi parla di diserzione non pensa al bene comune”

Il ministro della Difesa Forum "Risorsa Mare critica chi, come la giovane dem Virginia Libero, ha usato il termine "diserzione"
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“Gli aumenti degli investimenti di difesa non sono così di moda, ma dal prossimo anno, nel 2027 e 2028 ci saranno e parte andrà anche negli arsenali, oltre che nelle caserme e negli aeroporti”. Così Guido Crosetto alla Spezia, a margine della quarta edizione del Forum “Risorsa Mare“, promosso da TEHA Group.
Alla domanda su un possibile fronte che unisca esponenti bipartisan favorevoli all’aumento delle spese militari, da contrapporre ai disertori dell’escalation bellica come la giovane democratica Virginia Libero, il ministro della Difesa non entra nel merito, ma contesta: “Io non ho mai usato il termine riarmo in quattro anni da ministro. Mi sente parlare della parola difesa, che è tutta un’altra cosa. Chiamarla riarmo significa dare un’accezione negativa al sacro dovere della difesa, che è quello che io devo assolvere come ministro”. Poi la diserzione. “Qualcuno che usa in termini positivi la parola diserzione a me colpisce molto negativamente”, dice Crosetto, “non ho mai visto nessuno fare bene utilizzando la parola diserzione”.
Il giudizio è netto, la storia italiana offre però l’esempio delle migliaia di renitenti e disertori che, sfidando anche la pena di morte prevista dalla Repubblica sociale italiana, rifiutarono di arruolarsi alla leva fascista, alimentando le formazioni della Resistenza. Al forum Crosetto ha allargato poi lo sguardo alla guerra che oggi dice di temere di più: quella “nell’economia reale, nella produzione, nelle aziende”. Nei prossimi cinque-dieci anni, dice, nuove tecnologie e intelligenza artificiale ridisegneranno produzione e lavoro. “Io devo chiedere ai miei capi di Stato maggiore se tra cinque, sei o sette anni ci sarà ancora un uomo che combatte o se ci saranno solo robot umanoidi”. E lo stesso problema, aggiunge, riguarda fabbriche, contributi, pensioni e stato sociale.

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