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Schlein scrive a Meloni: “Pronti al dialogo sul clima”. Gli alleati si dissociano. Bonelli: “Incomprensibile”. Conte: “Non ci sono le condizioni”

La leader dem propone un piano in 5 interventi per impiegare i 14 miliardi messi a disposizione dall'Ue. La premier: "Approfondirò senza pregiudizi"
Schlein scrive a Meloni: “Pronti al dialogo sul clima”. Gli alleati si dissociano. Bonelli: “Incomprensibile”. Conte: “Non ci sono le condizioni”
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Il Pd è “disponibile al dialogo” col governo sull’utilizzo dei 14 miliardi di euro che l’Italia potrebbe impiegare entro il 2028 per accelerare la transizione energetica. Lo scrive Elly Schlein in una lettera a Giorgia Meloni, pubblicata giovedì su Repubblica, in cui propone “un piano in cinque interventi” per sfruttare il tesoretto, pari allo 0,6% del Pil, che la Commissione europea ha consentito di spendere in deroga ai vincoli di bilancio. Una proposta alla quale hanno risposto sia la premier che, in maniera molto critica, Giuseppe Conte e Angelo Bonelli, coportavoce di Alleanza Verdi Sinistra che ha definito “incomprensibile” la scelta di cercare collaborazione con la maggioranza su questi temi.

“L’estate appena trascorsa, la più calda mai registrata, ha mostrato con chiarezza la vulnerabilità dell’Italia e dell’intero bacino mediterraneo di fronte alla crisi climatica“, mentre “la guerra nello stretto di Hormuz, in corso da oltre sei mesi, ha determinato un forte aumento del prezzo del petrolio e il raddoppio delle quotazioni del gas”, ricorda la segretaria dem. “Questa combinazione di fattori climatici e geopolitici rende evidente quanto la nostra dipendenza da combustibili fossili esponga l’Italia a rischi immediati e rilevanti. In questo contesto, appare essenziale adottare una strategia di lungo periodo che riduca la vulnerabilità energetica del Paese, rafforzi la sicurezza economica delle famiglie e sostenga la competitività delle imprese”, sottolinea.

Il piano proposto, scrive Schlein, è “fondato in buona parte su misure già esistenti e pienamente attuabili” e “potrebbe contribuire in modo significativo alla resilienza energetica del Paese”. Schlein immagina lo stanziamento di due miliardi “per raddoppiare la dotazione di risorse del Conto termico, per favorire la sostituzione degli impianti a combustibili fossili con pompe di calore elettriche”; l’incremento di tre miliardi “delle risorse destinate dal Piano casa del governo per la riqualificazione energetica degli alloggi di edilizia residenziale pubblica“; lo stanziamento “quattro miliardi per sostenere le imprese nella conversione dei processi produttivi e ridurre il consumo di gas naturale”, “il rifinanziamento con tre miliardi del Fondo unico per reti metropolitane e trasporto rapido di massa”, e un investimento “di due miliardi per il potenziamento e l’efficientamento delle reti elettriche, sistemi di accumulo, batterie e infrastrutture di ricarica”. La leader Dem propone infine “una revisione della tassazione sull’energia elettrica, oggi più elevata rispetto a quella sul gas”.

Le proposte hanno innervosito anche Bonelli, alleato stabile del campo largo: “In 4 anni Meloni sul tema climatico e energetico ha sabotato in Ue e in Italia tutte le politiche ambientali e climatiche. Ha costruito una politica energetica che, basandosi tutta sul gas, è responsabile del caro energia, ha ripreso le trivellazioni. Ha fatto diventare più ricchi i petrolieri e le società energetiche e più poveri gli italiani”, ha ricordato. Poi l’affondo sulla segretaria del Pd: “Dopo la marchetta elettorale sul bollo auto da Cetto La Qualunque, questa mano tesa a lavorare insieme è incomprensibile. Dobbiamo fare solo opposizione a un governo che fa male all’Italia. E costruire l’alternativa”, ha detto Bonelli.

Non è d’accordo all’apertura anche il presidente del M5s Giuseppe Conte: “Io parlo per me. Io ho proposto a questo governo varie forme di collaborazioni, sul salario minimo ad esempio. Meloni ci ha preso in giro e ci ha sbattuto la porta in faccia, aumentando lo stipendio a Brunetta, e le indennità a ministri e sottosegretari, con gli italiani in braghe di tela. Sono 4 anni che abbiamo fatto tante proposte”, ha detto l’ex premier sostenendo quindi che “oggi non ci sono le condizioni per lavorare insieme con chi, il governo Meloni, ha detto di voler fare le trivellazioni. Ritorniamo al petrolio….Adesso Meloni è meglio che vada a casa e lasci lavorare noi”. Interpellata sulla lettera a Oslo, dove ha incontrato il premier norvegese, Meloni dice di non aver “avuto ancora il tempo di approfondire” le proposte di Schlein, ma di volerlo fare “senza pregiudizi”: “Non ho assolutamente pregiudizi quando si fanno delle proposte sensate. Sicuramente non ho i pregiudizi dell’opposizione italiana che quasi quasi sta chiedendo di andare a pagare il bollo della macchina per contestare i provvedimenti del governo. Se ci saranno delle proproste utili le prenderò in considerazione”, afferma.

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