La fondazione aveva già detto no (e poi ha cambiato idea) - 3/3
La cosa più curiosa è che solo pochi giorni prima la stessa fondazione aveva pubblicamente rifiutato di intervenire per il festival. A inizio settembre, mentre le previsioni davano fino all’89% di probabilità di pioggia nel weekend di apertura, la FCCC aveva fatto sapere di aver ricevuto oltre duemila email e innumerevoli messaggi da fan preoccupati per il meteo e di aver deciso comunque di non muovere un dito.
Il motivo? Le priorità, spiegava sempre Santos, erano altre: contribuire al riempimento dei bacini idrici della regione Sudest del Brasile e in particolare del sistema Cantareira di San Paolo, sceso sotto il 40% della capacità. “Non ha senso che l’ente agisca per un evento mentre bussano alla porta una crisi idrica ed elettrica”, recitava un comunicato ufficiale della fondazione.
Eppure, qualche giorno dopo, ecco il dietrofront: intervento mirato, guarda caso, proprio per la serata più mediatica del festival, quella con gli idol sudcoreani da milioni di follower sui social.
Al netto delle rivendicazioni esoteriche, il weekend di Rock in Rio è rimasto comunque segnato dall’instabilità atmosferica legata al passaggio di un fronte freddo, con nuove piogge previste nelle notti successive al concerto “miracolato”. Un dettaglio che gli scettici non hanno mancato di far notare: la pioggia, semplicemente, ha un suo calendario che con le medium ha poco a che fare.