Musica

“Sei un bast***o maledetto, hai iniziato troppo sportivo”, “Il tuo pezzo era più ruffiano, il mio era ignorante”: Guè e Marra (ancora) esplosivi a Milano dopo 10 anni di “Santeria”

Da oltre vent’anni i due artisti fissano periodicamente dei nuovi standard e aprono delle porte che, nel nostro panorama musicale mainstream, ancora non erano state esplorate. E non si tratta di coincidenze, anche perché “mai per caso, nulla accade”

di Andrea Bressan
Tra Guè e Marra spunta Fedez in

Tra Guè e Marra spunta Fedez in "Purdi" - 4/6

A vincere sono stati i rispettivi repertori e la capacità di interpretarli passando, con naturalezza, da un banger ad una canzone più introspettiva. Non sono mancati i siparietti tra i due. “Sei un bast***o maledetto, hai iniziato troppo sportivo. Questo è il primo round”, aveva detto Guè, dopo “Sport”. La risposta di Marra non si era fatta attendere. “Il tuo pezzo era più ruffiano, il mio era ignorante”, ha precisato il “King del Rap”. Sulle note di “Smith & Wesson Freestyle”, Marra e Guè hanno “fatto pace”, terminando così, in pareggio, il ping pong di brani in rapida sequenza.

E, subito dopo l’ultimo cambio outfit, era arrivato il momento di “Purdi”. Canzone manifesto di “Santeria”, dove Guè e Marra se la prendono con chi “è disposto a fare di tutto” pur di apparire. Tra un attivismo social spicciolo, di convenienza (“A chi sposa la causa solo quando gli conviene”, direbbe Marra in “Cosplayer”), e artisti che hanno la propria pagina che è “il museo del tuo ego, con la musica a margine”. In “Purdi” era stato tirato in mezzo, neanche troppo velatamente, Fedez. Accusato dai due rapper di finto attivismo e di aver ripudiato il genere pur sfruttandone i codici. Si erano susseguite, nel 2017, diverse storie su Instagram dove Fedez aveva definito Guè e Marra “frustrati” e invidiosi delle sue vendite e dei suoi sold-out in coppia con J-Ax. In risposta Guè lo aveva mandato a quel paese e Marracash gli aveva attribuito il soprannome “nano con la sindrome di Napoleone”. Il resto del dissing è storia anche se, ieri sera, non c’è stato né modo, né contesto, né la volontà di mandare altre frecciatine. Al centro della narrazione del live è rimasto ben tracciato il filo conduttore che ha legato il decennale di “Santeria” con, in aggiunta, i rispettivi omaggi sia personali che professionali.

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