Le applicazioni future e il monitoraggio conservativo - 3/3
Il modello consentirà la creazione di un’applicazione web per l’esplorazione virtuale e l’effettuazione di misurazioni lungo diversi piani di sezione, abbattendo la necessità di movimentare il reperto. “Questo progetto commissionato dal Museo Archeologico dell’Alto Adige apre nuove prospettive per la ricerca, la conservazione e la divulgazione”, precisa Bezzi. “Per la prima volta infatti riunisce in un unico modello la documentazione ad alta risoluzione della superficie di una mummia e i dati fotogrammetrici della tomografia computerizzata del suo interno. Ciò oggi consente di studiare virtualmente le ossa dello scheletro, ma la prossima Tac prevista tra 7 anni ci parlerà degli organi interni: il cervello ad esempio appare facile da esaminare. E potremmo usare nuove tecnologie promettenti e forse il laser a luce blu”.
La replica digitale fornirà un parametro oggettivo per la tutela dell’integrità del reperto, come confermato da Elisabeth Vallazza, direttrice del Museo Archeologico dell’Alto Adige: “Ripetendo regolarmente queste analisi si individueranno e confronteranno anche minime variazioni delle condizioni della mummia Ötzi”.