La fotogrammetria e i problemi legati al ghiaccio - 2/3
La scansione del corpo ha richiesto un intervento specifico per superare l’ostacolo visivo posto dallo strato di ghiaccio protettivo e dall’umidità mantenuta al 99% all’interno della cella. “Rispetto poi alla mummia, è stato difficile documentarla per via del riflesso della pelle bagnata dovuto alla umidificazione della cella, per questo il team ha sviluppato uno specifico metodo di acquisizione con luce polarizzata, riducendo parecchio i riflessi indesiderati e ottenendo un modello che raggiunge una risoluzione spaziale submillimetrica”, prosegue il responsabile del progetto.
Attraverso la fotogrammetria “Structure from Motion“, la superficie è stata poi sovrapposta ai dati della Tac eseguita nel 2021 all’Ospedale di Bolzano. “La particolarità di questo gemello digitale non risiede soltanto nella sua elevata precisione, ma anche nell’integrazione di diversi livelli di dati”, analizza Bezzi. “Per la prima volta possiamo analizzare la superficie esterna del corpo di Ötzi e le sue strutture anatomiche interne in un unico modello tridimensionale. Disponiamo così di uno strumento versatile per affrontare questioni legate alla conservazione, all’archeologia e alla medicina forense”.