La svolta sulla gestione dell'eredità artistica di Guccini alla moglie - 2/2
Il vero punto di svolta riguarda invece la gestione dell’eredità artistica: nell’ultimo testamento Guccini la affida in via esclusiva a Raffaella, mentre nel 2015 la responsabilità era condivisa. È qui che si misura la differenza più profonda tra i due atti.
Un passaggio del testamento del 2015 chiarisce bene questo punto: “Ferma la titolarità di tutti i diritti e le proprietà legati alla mie attività artistiche in capo all’erede universale, quali fotogrammi, fotografie, scritti, disegni, opere letterarie, manoscritti, la gestione degli stessi, con più ampia facoltà dispositiva quale ad esempio quella di poter licenziali future produzioni e pubblicazioni, è attribuita congiuntamente al legatario (quindi a Teresa ndr) e all’erede universale (Raffaella ndr)”.
Il notaio Luca aggiunge un dettaglio interessante sulla logica originaria del cantautore: “Guccini aveva previsto che la parte musicale della sua eredità fosse più di competenza della figlia, mentre quella letteraria sarebbe spettata alla coniuge. Aveva previsto inoltre che le decisioni sulla gestione delle sue opere dovessero essere sempre condivise”. In caso di disaccordo tra le due donne, il Maestrone aveva persino stabilito che a decidere fosse “un soggetto terzo” nominato dal Tribunale.
Nel 2015 concludeva così: “Spero così di aver fatto le divisioni in maniera equa, e raccomando piena concordia”.
Sette anni dopo, però, l’artista cambierà completamente approccio: abbandonati gli appelli all’armonia familiare, sceglierà di affidare “esclusivamente” a Raffaella “ogni aspetto relativo alla gestione, allo sfruttamento e all’amministrazione dei diritti derivanti dalla mia attività artistica”.