Vela, volley e violenza: a Napoli lo spettacolo nasconde dati sanitari mai così gravi
L’espressione “festa, farina e forca” indica una strategia di governo fondata su tre elementi: distrazioni popolari (le feste), sussistenza alimentare (la farina) e repressione spietata (la forca). Viene usata per descrivere un potere cinico e paternalistico che tiene a bada i sudditi o i cittadini accontentandone i bisogni primari e divertendoli, ma pronto a punire duramente ogni ribellione. La tradizione attribuisce popolarmente questo motto a Ferdinando I di Borbone, re delle Due Sicilie, che avrebbe sintetizzato così il suo metodo per governare Napoli. In realtà, l’espressione è stata resa celebre dallo scrittore francese Alexandre Dumas (padre) nel suo saggio I Borboni di Napoli (1862), in cui attribuiva queste parole al sovrano per criticarne il dispotismo.
Festa: Offrire al popolo svaghi, ricorrenze, giochi e celebrazioni per distrarlo dai problemi politici e renderlo felice o accontentato nell’immediato.
Farina: Garantire il cibo e il pane quotidiano (i beni di prima necessità), evitando carestie e rivolte legate alla fame.
Forca: Mantenere l’ordine pubblico con la giustizia sommaria e la repressione violenta contro chiunque osi contestare l’autorità.
Napoli, 10 settembre 2026: mentre in piazza del Plebiscito si gioca una partita di volley con spettatore persino il Presidente della Repubblica Mattarella, in Piazza Carlo III un ragazzo di 17 viene accoltellato al volto da un coetaneo. In piazza a Scampia si registra il quotidiano agguato mortale di camorra, mentre a piazza Garibaldi continuano le risse con morti tra immigrati lasciando vivere nel terrore i residenti, in numero sempre minore perché’ sostituiti da bed and breakfast i cui balconi offrono posti privilegiati a turisti ed immigrati per assistere allo spettacolo quotidiano delle risse notturne con gladi, machete e coltelli quasi come se fossimo nel Colosseo aperto di notte.
Mentre i residenti diminuiscono costantemente tra overtourism e malattie, esplode invece a Napoli la richiesta di posti barca tra le decine di migliaia di evasori fiscali con circa 56 mila richiedenti su circa 950mila residenti e con le mie orecchie sulla spiaggia sentivo parlare un bagnante che affermava di avere ben tre barche a mare ma per evitare controlli incrociati della Finanza ne metteva a mare soltanto una per volta.
Napoli nei suoi 2500 anni di Storia non ha mai avuto dati sanitari così gravi ed in costante peggioramento, non miglioramento, dopo il trentennio di Terra dei Fuochi che continua ancora imperterrita a bruciare e a rendere irrespirabile l’aria in tutto l’hinterland napoletano. Nel centro storico ormai tutti, turisti e residenti, sappiamo che l’aria ha un sapore diviso tra il fritto dello street food di pessima qualità, il sapore acre del gasolio di pessima qualità combusto delle navi del Porto e il milione di litri di kerosene combusto irrorato ogni giorno ad altezza di balcone sul centro di Napoli specie sul quartiere di San Pietro a Patierno.
Grazie al Presidente Roberto Fico che ha imposto trasparenza sui dati epidemiologici che Napoli Asl 1 non produceva da circa 40 anni, dal 9 luglio 2026 adesso sappiamo quali sono i quartieri di Napoli dove ci si ammala e si muore di cancro del polmone fino ad oltre un triplo in eccesso rispetto alla media nazionale, sia maschi che femmine, eppure, anziché prenderne atto e invocare insieme a noi Medici Isde azioni urgenti da parte della politica responsabile, noi veniamo accusati di “fallacia ecologica”! Un milione di litri di kerosene combusto al giorno irrorato ad altezza di balcone e l’eccesso nazionale di biossidi di azoto del Porto di Napoli non possono fare male: siamo noi che esageriamo e fumiamo troppe sigarette!
Eppure, i dati record di incidenza di cancro del polmone sino al triplo del valore medio nazionale li registriamo sia per i maschi che per le femmine soltanto nei quartieri poveri ma turistici del Porto e a San Pietro a Patierno di fianco all’aeroporto, non certo a Posillipo dove di norma risiedono i nostri Presidenti di Regione (tranne l’ex vice re salernitano De Luca).
Dati di incidenza maschi e femmine (numero casi/100mila abitanti) per Quartieri di Napoli anni 2010 – 2022 dati Asl Na 1 versus dato medio nazionale con relativi incrementi percentuali rispetto alla media nazionale
Avere 360 aerei in decollo ed atterraggio ogni giorno praticamente nel cortile sotto casa a S Pietro a Patierno non può fare male a nessuno ma fa bene certamente alle tasche della Gesac al 12 % di proprietà del Comune Metropolitano di Napoli. Oggi 11 settembre 2026 ancora commemoriamo la strage di New York che non potrà mai ripetersi a Napoli tra droni in libera circolazione nel mondo nella guerra ibrida in atto che stiamo vivendo, mentre i Boeing Usa e israeliani sorvolano tranquilli e senza pericolo alcuni tetti dei nostri Musei più importanti del mondo di Storia Romana a non più di 200 metri di altezza, con maxi aeroporto di Grazzanise pronto, protetto ma vuoto!
Figura 1 : aereo “parcheggiato” ad altezza balcone a S Pietro a Patierno.
Siamo passati quindi da “festa farina e forca” borbonica a “vela, volley e violenza” del governo woke manfrediano di Napoli 2026. Nessuna meraviglia per nessuno quindi se ora si aggiungerà pure la V di Vannacci! Napoli non è città di rivoluzioni, ma di rivolte (cit. Vincenzo Cuoco, Storia della Repubblica Partenopea, 1799)

