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Fedeli per Padre Pio in crisi, al santuario di San Giovanni Rotondo licenziamento per 38 sacristi

Le motivazioni alla base sono due: l'aumento dei costi dovuto al rinnovo del contratto nazionale di lavoro e il calo dei pellegrini nei luoghi del Santo. Ma i sindacati avvertono: "rischio esternalizzazione di alcuni servizi"
Fedeli per Padre Pio in crisi, al santuario di San Giovanni Rotondo licenziamento per 38 sacristi
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La Fondazione “San Pio da Pietrelcina“, che gestisce il santuario di Padre Pio a San Giovanni Rotondo (Foggia), ha avviato la procedura per il licenziamento collettivo di 38 degli 89 dipendenti impegnati nei servizi di sacrestia, accoglienza e ordine nei luoghi del Santo. Le motivazioni risiederebbero nel calo dei fedeli in pellegrinaggi al santuario (-14,82% nel primo semestre di quest’anno secondo i dati di Assoturismo) da cui derivano meno entrate, nonché nell’aumento dei costi derivanti dal rinnovo del contratto nazionale dei sacristi per il prossimo triennio (2026-29). La procedura è stata formalizzata nella tarda serata del 24 settembre.

Ma secondo i sindacati le ragioni potrebbero essere altre: la paura è che alcuni servizi oggi svolti dai dipendenti della Fondazione possano essere esternalizzati. Secondo Filcams e Fisascat la contrazione dei costi potrebbe corrispondere alla diminuzione delle tutele e soprattutto alla perdita di posti di lavoro. Con possibili ripercussioni su tutto il territorio: San Giovanni Rotondo vive molto dell’indotto religioso generato dal pellegrinaggio dei fedeli nei luoghi del santo. Per dare un’idea, nonostante la contrazione dei numeri di cui sopra, i pellegrini dei primi 6 mesi di quest’anno sono stati 157.595. I sindacati chiedono dunque l’apertura di un tavolo per trovare soluzioni alternative con Fondazione “San Pio da Pietrelcina”, Regione Puglia, Ispettorato del lavoro e Arpal.

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