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Il giudice accoglie il ricorso di Marius Borg Hoiby: il figlio della regina di Norvegia condannato a 4 anni di carcere per stupro può ribaltare la sentenza a suo carico

I 38 capi di accusa nei suoi confronti includevano lo stupro, i maltrattamenti, le violenze e reati minori legati alla droga che Hoiby ha sempre contestato

di Antonella Zangaro
Il giudice accoglie il ricorso di Marius Borg Hoiby: il figlio della regina di Norvegia condannato a 4 anni di carcere per stupro può ribaltare la sentenza a suo carico

Si riapre la partita giudiziaria di Marius Borg Hoiby che, dopo aver incassato una condanna a quattro anni di carcere per stupro, violenza e altri reati, oggi, grazie all’accoglimento del ricorso in appello presentato dai suoi legali, ha ancora una speranza di ribaltare la sentenza. Il primogenito della regina consorte di Norvegia ha ricevuto la notizia dai suoi legali all’indomani dei funerali di Stato che hanno dato l’ultimo saluto al vecchio re, Harald V, evento al quale anche lui ha potuto partecipare, generando non poche polemiche. Il 29enne dal passato burrascoso ha vissuto a corte, godendo di tutti i suoi privilegi, da quando aveva quattro anni, accolto da colui che sposò sua madre, Mette-Marit e che oggi è il nuovo sovrano.

Re Haakon ha forzato il protocollo per sposare la donna che amava e che aveva avuto un figlio da una relazione con un uomo con precedenti e così avevano fatto i sudditi, già abituati alla deroga, per la scelta di Harald V di sposare una donna del popolo, per amore.
Ma Marius Borg Hoiby, che non è mai stato un membro attivo per la corona e non figura sulla linea di successione al trono, in compenso, ha sempre dato grattacapi a corte. Lo scorso febbraio, mentre sua madre affrontava le fasi più dure della sua malattia è andato a processo con accuse pesanti mosse dalla sua ex fidanzata e da due donne che avevano dichiarato di essere state stuprate mentre inconsapevoli, durante il sonno.
In giugno, quando la madre, Mette-Marit, veniva sottoposta ad un delicato trapianto per curare la sua fibrosi polmonare, il tribunale rendeva nota la sentenza di condanna del figlio.

I 38 capi di accusa nei suoi confronti includevano lo stupro, i maltrattamenti, le violenze e reati minori legati alla droga che Hoiby ha sempre contestato. Alla lettura della condanna i suoi legali hanno presentato il ricorso che ora è stato accolto e che si basa proprio sulla posizione di respingimento delle accuse e sulle dichiarazioni di innocenza che facevano leva anche su alcuni video contenuti nel suo cellulare. La sua ex fidanzata, invece, lo accusava anche di aver subito una aggressione in un appartamento dove un coltello era stato rinvenuto conficcato nella parete.

La corte distrettuale di Oslo aveva già assolto Hoiby, in primo grado, da due accuse di stupro sulle quattro ricevute, proprio basandosi sulle immagini acquisite dalla polizia, ma lo aveva comunque ritenuto colpevole di altri capi d’imputazione che ora potranno essere rivisti.
L’accusa, che per lui aveva chiesto sette anni e sette mesi, aveva già impugnato altre decisioni nel corso del procedimento; resta da verificare se abbia presentato o meno un proprio appello anche contro l’entità della pena stabilita a giugno.

Trattandosi di una sentenza in primo grado, il figlio della regina consorte ha potuto godere di un regime limitato agli arresti domiciliari scontati nel palazzo reale di Skaugum indossando un braccialetto elettronico alla caviglia. Questa misura gli ha anche consentito di poter partecipare ai funerali di re Harald V che si sono tenuti mercoledì nelle vie di Oslo e ai quali hanno partecipato le teste coronate d’Europa e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.
Marius Hoiby non ha sfilato in processione con gli altri membri della famiglia reale, ma ha potuto raggiungere il feretro in Chiesa, muovendosi accanto alle figlie della Principessa Martha Louise, sorella del nuovo re, Maud Angelica, Leah Isadora ed Emma Tallulah Behn.

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