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“Non è un sistema di marcatura adeguato per capre e pecore”: gli allevatori veneti protestano contro la nuova normativa regionale sulla marcatura di ovini e caprini

Scoppia la protesta in Veneto per il nuovo sistema di marcatura previsto per ovini e caprini. Le contestazioni degli allevatori sull'introduzione del bolo ruminale di ceramica.

di Redazione FqMagazine
“Non è un sistema di marcatura adeguato per capre e pecore”: gli allevatori veneti protestano contro la nuova normativa regionale sulla marcatura di ovini e caprini

La marcatura di pecore e capre sta cambiando aspetto e modalità in Veneto, ma gli allevatori iniziano a sollevare le prime contestazioni e perplessità alla Regione, che ha deciso di recepire una nuova normativa. Che cosa prevede la nuova normativa? Ovini e caprini non devono più essere sottoposti a una doppia marca auricolare, come in precendenza, quando in una delle due veniva inserito un microchip che consentiva la tracciabilità dell’animale.

Ora invece basterà una sola marca auricolare semplice, perché invece la tracciabilità del capo di bestiame sarà garantita da un bolo ruminale di ceramica da posizionare nel rumine passando tramite la bocca.

Questa nuova procedura, secondo un allevatore interpellato dal “Gazzettino”, porta tutta una serie di complicazioni di non poco conto, alzando addirittura il tasso di mortalità tra le pecore e le capre che la subiscono “fino al 30-35%“. “L’animale muore per soffocamento e questo, nonostante in taluni casi il posizionamento sia stato eseguito da medici veterinari di varie Ulss” spiega sempre l’allevatore, che elenca poi un’altra serie di problematiche.

Il bolo di ceramica, infatti, può essere vomitato dopo qualche giorno, così come invece, nel caso in cui rimanga all’interno dell’organismo dell’animale, può finire per smagnetizzarsi. Inoltre, sempre secondo l’allevatore, il bolo in alcuni casi “altera l’attività del rumine creando malessere nell’esemplare”, finendo anche per provocare una “diminuzione della crescita delle agnelle“.

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