I risultati: +42% di resistenza alla flessione - 3/4
Lo studio ha analizzato miscele con tassi di sostituzione del cemento al 5%, 10% e 15%. I risultati strutturali ottimali sono emersi dai dosaggi inferiori. Dopo 91 giorni di stagionatura, il calcestruzzo con il 5% di biochar è risultato più denso, con un minore assorbimento d’acqua e una ridotta porosità, registrando un incremento del 20% della resistenza alla compressione e del 36% alla flessione (il parametro tecnico che indica la capacità del blocco di resistere a piegamenti e crepe sotto pressione). I dati si sono rivelati ancora superiori con la sostituzione al 10%, raggiungendo un +21% nella compressione e un picco del +42% nella resistenza alla flessione. I test al 15%, al contrario, hanno mostrato una buona resa iniziale seguita da un netto degrado prestazionale durante la fase di asciugatura.
L’efficacia meccanica del biochar fecale è legata alla sua struttura fisica. I minuscoli pori del materiale si saturano, per poi rilasciare l’acqua in modo graduale all’interno del blocco. Questa dinamica ottimizza l’idratazione e supporta le reazioni chimiche necessarie per l’indurimento del cemento. A ciò si aggiunge l’elevata presenza di silice nel materiale di scarto, che favorisce la formazione di silicati di calcio incrementandone la solidità.