Dalla calcinazione alla pirolisi dei fanghi - 2/4
L’industria del cemento è una delle principali responsabili delle emissioni globali di gas serra. La criticità risiede nel processo produttivo: la calcinazione del calcare richiede temperature vicine ai 1.500 °C, raggiunte tramite la massiccia combustione di fonti fossili che liberano tonnellate di CO₂ in atmosfera.
Il team internazionale, guidato dai professori Raghuvesh Tiwari e Priyansha Mehra dell’Università di Manipal Jaipur (India) in collaborazione con la Louisiana Tech University, ha puntato su una tecnologia a bassa temperatura. I ricercatori hanno prelevato fanghi fecali da un impianto di trattamento a Warangal, per poi trasformarli in biochar attraverso la pirolisi: un processo di essiccazione e riscaldamento in totale o parziale assenza di ossigeno. Il materiale è stato portato a temperature comprese tra i 350 e i 450 °C, nettamente inferiori a quelle del cemento standard. La polvere biologica ricca di carbonio ottenuta è stata poi testata come sostituto parziale all’interno delle colate di calcestruzzo.