L’ansia, l’ADHD e la paura di non riuscire più a salire sul palco
Nel suo caso, spiega Imbruglia, la perimenopausa ha coinciso anche con un peggioramento dei sintomi dell’ADHD. La difficoltà a elaborare le informazioni, l’irritabilità e l’ansia hanno iniziato a farsi sentire soprattutto nei momenti di maggiore pressione. “Cominci a vedere sul volto degli altri un’espressione come per dire: ‘Che cosa ti sta succedendo?’. Io quella faccia la vedevo molto spesso, e ha a che fare con la capacità di elaborare le informazioni. Hai una soglia di tolleranza molto più bassa”.
Prima dei concerti la situazione diventava ancora più complicata. Imbruglia racconta di avere sempre avuto paura del palcoscenico, ma in quel periodo tutto sembrava amplificato. “Divento molto sensibile ai suoni, quindi se mi parli normalmente mi sembra che tu mi stia urlando contro. Faccio fatica a elaborare le domande. Divento nervosa, strana, e mi sembrava che con la perimenopausa fosse tutto peggiorato”.
Anche una scelta banale poteva diventare ingestibile. “Se mi avessi chiesto se volevo acqua naturale o frizzante, avrei risposto: ‘Questa è una domanda e in questo momento non riesco a rispondere alle domande’. Quanto fa diva una cosa del genere?”.
Lei stessa riesce oggi a raccontarlo con ironia, ma in quel momento la preoccupazione era concreta. Dopo uno show è arrivata a dire ai coautori David Sneddon e Anu Pillai: “Ragazzi, credo che dovrò lasciare il mio lavoro, perché non riesco a sopportare il modo in cui tratto le persone prima di salire sul palco”.
A cambiare la prospettiva sono stati proprio loro: “Mi hanno aiutata a capire che stavo cercando di fermare quel comportamento soltanto con la forza di volontà. E che forse, se avessi semplicemente accettato quello che stava succedendo e mi fossi detta: ‘Sai, stai per esibirti davanti a tantissime persone, è normale che tu sia nervosa’, magari avrei smesso di opporre tanta resistenza”.
Imbruglia parla anche di quanto, secondo lei, la perimenopausa sia ancora sottovalutata e poco compresa. Guardando indietro, riconosce oggi alcuni degli stessi segnali nella madre: “Mia madre non me ne ha mai parlato, ma guardando indietro so che anche per lei è stato un periodo davvero difficile. Anche la sua ansia era fuori controllo e oggi provo molta più comprensione nei suoi confronti, perché lei aveva quattro figli. Io ne ho soltanto uno”.