“Sono un giornalista che fa domande a tutti, di ogni tipo, e continuerò a farle”. Salvo Sottile commenta così quanto accaduto nei giorni scorsi prima della conferenza stampa di presentazione di “Ore 14”, che condurrà da domani su Rai2 raccogliendo il testimone – non senza qualche schermaglia – da Milo Infante, passato a Mediaset. Nei pressi del cortile della sede Rai di via Teulada, Sottile ha incontrato due membri della redazione di “Report” e il clima si sarebbe surriscaldato con un alterco verbale.
Intervistato da Il Messaggero, Sottile, che nelle ultime settimane ha apertamente criticato Sigfrido Ranucci, ormai ex conduttore del programma di inchieste di Rai3, spiega di non aver provocato nessuno, ma di aver semplicemente salutato i colleghi: “’Come va?’ Questo ho detto a Bernardo Iovene e Luca Bertazzoni. Mi hanno risposto dandomi del ‘venduto’ e del ‘pezzo di m***a’”, fa sapere.
“Dentro la Rai mi è sembrato un po’ esagerato, fuori magari ne avremmo parlato. Detto questo, non voglio che vengano presi provvedimenti disciplinari. Capisco che, avendo contestato la doppia morale del santone Ranucci, io debba finire al rogo come gli eretici. Ma io sono un giornalista che fa domande a tutti, di ogni tipo, e continuerò a farle”. E dalle pagine del giornale romano non risparmia un’ulteriore frecciatina al collega, che “si paragona a Falcone e Borsellino, a Giulio Regeni… Siamo nella mitomania più assoluta”.