Brent Underwood: "Ho speranza per il futuro di questa città" - 4/4
Così gli è venuta l’idea di ripopolare la città. E il primo obiettivo è stato la costruzione di un nuovo hotel. Quando ha cominciato a lavorarci, nessuna azienda aveva accettato di andare lì per gettare il cemento. Lo fece Underwood insieme a una dozzina di volontari. “Quello che era iniziato come un progetto molto solitario e chiuso in se stesso è diventato un progetto ampiamente condiviso, e questo mi dà molta speranza per il futuro della città”, ha spiegato il 39enne.
“Vivo in questa città fantasma abbandonata da cinque anni. Mi sono trasferito qui a tempo pieno nel marzo del 2020, proprio all’inizio della pandemia. La mia speranza era quella di riportare in vita la città, di trasformarla in un luogo che le persone potessero visitare. Con il passare degli anni, abbiamo iniziato a ricevere regolarmente dei visitatori nella proprietà. La città ha iniziato ad avere un battito. Ma ogni anno Madre Natura ci ha messo davanti a nuove difficoltà: inondazioni, terremoti, incendi e siccità”, racconta in un video.
Ma le peripezie che ha dovuto vivere nella città abbandonata lo hanno portato ad essere una persona completamente nuova: “Cinque anni dopo, riconosco a malapena la persona che ero quando rimasi bloccato nella neve il primo giorno. Qui mi sento a mio agio, ho trovato il mio ritmo e mi sento realizzato in un modo in cui non lo ero mai stato prima. Ero venuto qui anche alla ricerca di qualcosa: una vita fuori dall’ordinario, qualcosa che mi permettesse di mettere davvero alla prova ciò di cui ero capace”.
Dopo l’hotel, Brent spera di aggiungere delle baite e piazzole per il campeggio affacciate sulla Death Valley, dando ai visitatori la possibilità di vivere Cerro Gordo abbastanza a lungo da vedere il paesaggio all’alba e al tramonto. Ma vorrebbe trasformare la città senza farle perdere quel fascino antico che la rende così unica: “Non voglio che Cerro Gordo diventi una sorta di resort tirato a lucido o un tentativo da parco a tema di ricreare una città fantasma. Voglio che le persone siano abbastanza comode da godersi il soggiorno, ma che continuino a percepire l’isolamento, la storia e gli aspetti più ruvidi che rendono interessante l’esperienza qui. La sfida è riportare in vita la città senza cancellare quegli aspetti che la rendono così potente”, ha concluso il 39enne.