Brent Underwood: "Ciò che mi tiene nella città fantasma è un senso di responsabilità" - 2/4
Tutto cominciò per scherzo otto anni fa, quando un amico gli inviò un annuncio immobiliare per una casa a Cerro Gordo, una ex città mineraria dell’Ottocento, ormai abbandonata da decenni e arroccata tra le vette della Death Valley, in California. “Me lo mandò con un messaggio nel cuore della notte, soprattutto per scherzo”, ha rivelato il 39enne. Underwood, però, andò davvero a visitare la città. Ne rimase talmente affascinato che in poche settimane si decise ad acquistarla per 1.4 milioni di dollari, riporta People. Un paio d’anni più tardi, non appena scoppiò la pandemia, decise di trasferirvisi con l’idea di restarci qualche mese prima di tornare alla sua vita normale.
Da allora vive lì, tra lunghe giornate nella miniera in cerca di reperti del passato e lavoretti di ogni tipo negli edifici della città. “All’inizio fu il romanticismo ad attirarmi qui: il West, le miniere, gli edifici abbandonati e la possibilità di vivere un’avventura”, racconta. “Sei anni dopo, quel romanticismo c’è ancora, ma ciò che mi trattiene qui è cambiato. Quello che mi tiene qui adesso è un senso di responsabilità”.
A Cerro Gordo, però, la vita non è come quella che ci si potrebbe immaginare. Trattandosi di una città fantasma, non c’è copertura telefonica. E spesso risulta difficile anche svolgere le attività più comuni, come fare la spesa o utilizzare Internet. In inverno, il freddo rischia di congelare le tubature, facendo mancare l’acqua per giorni. Persino stare al caldo si rivela una delle sfide quotidiane. Questa fuga dalla società, poi, espone a una solitudine pressoché totale: “Le persone vengono quassù pensando che, se solo riuscissero ad allontanarsi da tutti, diventerebbero finalmente la versione di se stesse che pensano di dover essere. Non funziona così”.