"Con lo stesso reddito, in Italia arrivavo a pagare quasi il 50% di tasse" - 3/3
“Con lo stesso reddito, in Italia arrivavo a pagare quasi il 50% di tasse”
Lo ha sperimentato direttamente poche settimane fa, quando un forte dolore al fianco lo ha costretto a rivolgersi a un ospedale. “La segretaria della mia azienda mi ha prenotato la visita specialistica per il giorno dopo. Ho pagato tre euro di ticket per il primario del reparto. Mi ha visitato e mi ha prescritto una Tac. Pensavo di dover fissare un altro appuntamento, invece mi ha detto: “Scenda al piano di sotto e la faccia subito”. In mezz’ora avevo già l’esame”. La diagnosi parlava di calcoli renali. Due giorni dopo era già stato operato, con le spese coperte dal sistema di welfare cinese. “Mi ha lasciato davvero sorpreso vedere un’organizzazione del genere in una città di quindici milioni di abitanti. In Italia ci sarebbero voluti mesi”.
Anche i trasporti rappresentano, ai suoi occhi, un altro esempio della rapidità con cui il Paese si è trasformato. La rete ferroviaria ad alta velocità collega città distanti oltre mille chilometri in poche ore e durante il Capodanno cinese gestisce centinaia di milioni di spostamenti. “La domanda che mi viene spontanea è sempre la stessa: se loro riescono a far funzionare il sistema con numeri del genere, perché noi non possiamo fare altrettanto?”. Questo non significa, tiene a precisare, che la Cina sia un paradiso. “Tutti i Paesi hanno aspetti positivi e negativi”. Dell’Italia continua ad amare la qualità della vita e vi torna ogni anno, ma sul piano professionale non prenderebbe in considerazione un rientro. “Con lo stesso reddito, in Italia arrivavo a pagare quasi il 50% di tasse. Qui la tassazione è circa la metà e oggi ho costruito la mia vita in Cina. Se la mia azienda mi chiedesse di tornare, direi di no”. Dopo quindici anni, la sorpresa iniziale ha lasciato spazio alla quotidianità. Quello che per molti europei continua a essere un Paese da osservare con diffidenza, per Claudio è semplicemente il luogo in cui ha costruito il proprio futuro. “Molti pensano ancora che qui i lavoratori siano sfruttati e senza diritti. Era vero tanti anni fa. Oggi la legislazione sul lavoro, il welfare e le tutele sono assolutamente paragonabili a quelli europei”. È questa la convinzione che gli preme trasmettere di più: non che la Cina sia migliore dell’Occidente, ma che per capirla bisogna prima liberarsi dell’immagine con cui, troppo spesso, continuiamo a guardarla.