Tim Andrews: "Durante il percorso, c'è stato qualche ostacolo" - 2/3
Il team dell’ospedale di Boston ha accettato di valutare il caso di Andrews a condizione che l’uomo si sottoponesse prima a mesi di terapia fisica, utile a rafforzare il corpo e ridurre il rischio di rigetto. L’operazione, durata tre ore, è arrivata a gennaio 2025: i reni malati sono stati rimossi e sostituiti con quello di un maiale, geneticamente modificato per la compatibilità con l’organismo umano. Dopo una settimana di ricovero, Andrews è stato dimesso con una terapia di 51 farmaci antirigetto e ha battezzato il suo nuovo organo “Wilma”. “All’inizio è stato fantastico, poi ho capito fosse dovuta agli steroidi. Ti facevano sentire davvero bene, come se fossi Superman – ha raccontato Andrews al Daily Mail -. Man mano che li hanno ridotti, è diventata un po’ più dura. Qualche ostacolo lungo il percorso”.
Il rene animale ha permesso ad Andrews di restare lontano dalla dialisi per mesi, ma le sue condizioni sono gradualmente peggiorate: meno urina, febbre, mal di testa e nausea. Dopo 271 giorni, record mondiale per uno xenotrapianto di rene, l’organo è stato rimosso. “Per 271 giorni ho lottato. Sapevo probabilmente già una settimana prima che lo togliessero che aveva finito. Se non avessi preso Wilma, a quest’ora sarei morto. Non ce l’avrei fatta a superare un altro anno – ha confessato Andrews alla Cnn -. Ora posso guardare avanti di anni. Posso fare piani per il futuro”.
Rimasto senza reni, l’uomo era tornato in dialisi: “Non posso camminare, voglio dormire tutto il giorno, sto male in continuazione. È dura per il corpo, dura per la mente”, aveva spiegato. Convinto ormai di avere pochi mesi di vita, la notte del 12 gennaio 2026, a quasi un anno dal primo intervento, ha ricevuto una chiamata poco prima di mezzanotte: un rene umano quasi perfettamente compatibile era disponibile a 140 km di distanza, a Boston. Impiantato un mercoledì mattina, il nuovo organo gli ha permesso di tornare a casa già venerdì pomeriggio.