"Quella persona avrebbe invece bisogno di sentirsi dire: ‘Io ci sono, se hai bisogno di crollare’" - 3/3
Proprio per questo, quando negli ultimi anni sui social sono aumentati i commenti sul suo corpo e sulla sua magrezza, l’attrice ha voluto distinguere nettamente quanto le stava accadendo dalla sua esperienza adolescenziale. “Non è come l’anoressia, in cui ti stai affamando ed è una questione di forza di volontà. È come se il tuo corpo si fosse spento. Penso che siano lo shock e il trauma”, ha spiegato parlando della perdita di appetito seguita ai lutti. “Credo che vedere, soprattutto da sola, le persone che ami di più soffrire e morire in modi orribili, a volte violenti e terribili, ti tolga davvero la fame”. Nel 2024 Beckinsale era stata anche ricoverata per sei settimane. Aveva raccontato che lo stress e il dolore avevano contribuito a provocarle una lesione di Mallory-Weiss, con episodi di vomito di sangue e conseguenti difficoltà ad alimentarsi. Ora, però, il suo messaggio va oltre la propria storia personale. Beckinsale parla soprattutto di chi riesce a continuare a vivere mentre porta addosso qualcosa che gli altri non vedono: “Una persona con PTSD (dall’inglese Post-Traumatic Stress Disorder), per definizione, è sola con tutto questo. Sono sole con un livello di orrore incompatibile con la vita e, nonostante questo, molto spesso continuano a provare a mettere un piede davanti all’altro”.
E mette in discussione anche una delle frasi che più facilmente vengono rivolte a chi attraversa un lutto o una situazione estrema: “Forse non dovremmo dire sempre a una persona quanto è forte. Forse quella persona è schiacciata dal peso di essere stata forte per anni e la sua forza è stata interpretata erroneamente come se non avesse bisogno di delicatezza. Quella persona avrebbe invece bisogno di sentirsi dire: ‘Io ci sono, se hai bisogno di crollare’”.