Cinema

“Il Leone d’Oro? E’ un premio per vecchi”: George Clooney arriva al Festival di Venezia con Amal (in pantaloncini) e conquista il Lido

George Clooney riceve il Leone d'Oro alla Carriera a Venezia 83, tra ironia sull'età, masterclass e attese polemiche su Trump

di Davide Turrini
“Il Leone d’Oro? E’ un premio per vecchi”: George Clooney arriva al Festival di Venezia con Amal (in pantaloncini) e conquista il Lido

Al Festival di Venezia è il George Clooney’s day. Felice la trovata di piazzare il Leone d’oro alla Carriera subito in apertura di Venezia 83. Nemmeno il tempo di iniziare con il primo film per il pubblico – quell’Ink di Danny Boyle che in questi minuti è stato parecchio applaudito nelle prime proiezioni per la stampa – che la star hollywoodiana salirà sul palco della Sala Grande a ritirare il suo Leone.

L’arrivo al Lido dei Clooney ha immediatamente catalizzato i flash dei fotografi, con tutta l’attenzione sulle scelte di stile di Amal. L’avvocata ha debuttato con una delle primissime creazioni della nuova era di Tom Ford firmata Haider Ackermann (collezione primavera 2027): un completo con canotta in raso di seta verde muschio scuro e micro-shorts abbinato a un blazer coordinato. A completare il look, da una borsa in suede grigia, grandi occhiali da sole e capelli sciolti: per lei tanti commenti di approvazione ma anche qualche immancabile critica. Ma torniamo a noi.

Gli scherzi, i frizzi e i lazzi, sul fatto che sia un premio “per vecchi” continueranno almeno per altre 48 ore. Succede. Ma quando Clooney si sposta tra Lago di Como – da dove pare sia partito ieri – e Hotel Cipriani – dove è arrivato ieri sera -, tra Hotel Cipriani e Casinò del Lido (c’è una conferenza stampa in questi istanti) e infine tra Casinò e Sala Grande, appunto, per la cerimonia serale, ecco che il festival diventa glamour come in nessun altro momento della sua storia recente. Sarà per quel fare garbato e finanche dimesso, sarà che oramai il pediatra Doug Ross è comunque da controllino geriatrico ogni sei mesi (65 candeline spente il 6 maggio scorso), Clooney è l’ospite perfetto per lanciare un’edizione di Venezia che sulla carta, tra titoli non proprio roboanti e non proprio tante star da red carpet, appare un po’ moscia. L’attore fece capolino alla Mosra del cinema di Venezia per la prima volta nel 1998 per Out of sight: Steven Soderbergh e l’autore impegnato da seguire e la star forse una spanna più pop era Jennifer Lopez.

A questa sono seguite altre undici fughe al Lido, più ovviamente il matrimonio con Amal Alamuddin nel 2014. Quelli che Clooney ha definito “momenti straordinari” riguardano sei le sue prove d’attore (Prima di sposo poi ti rovino, Michael Clayton, Burn after reading, tra gli altri), ma soprattutto il salto apprezzato e coccolato alla regia con Good night, and good luck nel 2005 per il quale vinse un’Osella per la sceneggiatura. Nel 2009 il red carpet fu con la Canalis sottobraccio. Nel 2017 il tappeto rosso se l’è fatto con il collega Brad Pitt per Wolfs. Mentre nel 2025 è tornato per un film su una star al tramonto come Jay Kally non proprio irresistibile. In quel film c’è Laura Dern che stasera in sala Grande ha preparato una laudatio per l’amico George. Clooney riapparirà poi domani 3 settembre al Lido per una masterclass (è in streaming sul sito della Biennale) sulla sua lunga carriera di artista. Impossibile, infine, che uno svolazzo su Trump non cada sui taccuini della stampa. Clooney è garanzia di glamour e così come di polemica politica contro i conservatori americani.

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