Dietro il record di Camilla, una specie da proteggere - 3/3
Dietro alla storia felice di Camilla e del suo piccolo, però, c’è anche una situazione molto più preoccupante. In Africa l’ippopotamo vive oggi in 39 Paesi e deve fare i conti con la progressiva perdita del proprio habitat, legata soprattutto alle attività umane. “È dalla disponibilità d’acqua che dipende la sopravvivenza della specie”, sottolinea Sandri. La riduzione degli ambienti di acqua dolce e la loro frammentazione non sono gli unici problemi. A pesare sulla sopravvivenza degli ippopotami ci sono anche l’inquinamento, le attività estrattive e il bracconaggio.
A rendere particolarmente preziosi questi animali sono soprattutto i grandi denti e i canini, utilizzati come fonte di avorio. Con le maggiori restrizioni sul commercio dell’avorio di elefante, infatti, quello di ippopotamo è diventato un’alternativa ricercata sui mercati internazionali. Secondo i dati della Convention on International Trade in Endangered Species (CITES), tra il 2009 e il 2018 sono state commercializzate parti e derivati riconducibili a circa 13.900 ippopotami.
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